Trade compliance e diritto doganale: cosa controllare per ottenere agevolazioni ed evitare sanzioni

La prassi applicativa e l’interpretazione della normativa doganale richiedono un’attenzione costante da parte degli operatori che si devono confrontare con i mercati esteri. Il Regolamento (UE) n. 952/2013, che istituisce il codice doganale dell’Unione, ha lo scopo di regolare il commercio tra l’UE e i paesi terzi attraverso opportuni presidi che si basano sugli elementi dell’accertamento doganale: quantità e qualità, origine e valore. Una corretta gestione di questi elementi da parte degli esportatori e importatori nostrani consente di ottenere agevolazioni, ridurre o azzerare i fermi in dogana e le eventuali sanzioni.

In questo numero della Newsletter IATT, in collaborazione con Extero, ci occuperemo di ripercorrere alcune tra le principali criticità connesse agli adempimenti degli obblighi previsti dalle norme tributarie ed extratributarie la cui applicazione è demandata all’autorità doganale. 

Il Circuito Doganale di Controllo è lo strumento informatico in uso dall’Autorità che seleziona le dichiarazioni doganali da sottoporre a ulteriore verifica oltre a quella automatizzata, effettuata sul 100% delle dichiarazioni doganali, indicandone anche la tipologia (documentale, scanner, fisica, a posteriori). Attraverso tale procedura informatizzata, integrata dall’analisi dei rischi, vengono selezionate le operazioni doganali da sottoporre ai diversi livelli di controllo in base alle eventuali anomalie riscontrabili dagli elementi dell’accertamento: quantità e qualità, origine e valore. 

  • Quantità e qualità 

In ambito UE, la classificazione tariffaria delle merci – necessaria per definirne la qualità (nonché la quantità quale suo attributo), è effettuata sulla base del Regolamento (CEE) n. 2658/1987 così come aggiornato annualmente. Ove si esportino/importino prodotti e tecnologie soggetti a restrizioni all’esportazione/importazione (e.g. dual use o verso Paesi soggetti a sanzioni da parte dell’UE) l’operazione avrà più probabilità di essere sottoposta a un controllo in dogana. 

  • Origine  

Quando l’indicazione dell’origine è prevista all’interno di scambi commerciali con Paesi terzi con i quali l’Unione europea ha stretto accordi, l’origine è definita preferenziale e deve essere provata con la presentazione di idonei documenti (e.g. EUR 1, EUR-MED o registrazione REX). L’origine preferenziale garantisce – a determinate condizioni – esenzioni o agevolazioni daziarie, e prevede spesso criteri più restrittivi dell’origine non preferenziale. 

  • Valore  

Il valore doganale dei beni corrisponde al valore di transazione, “eventualmente adeguato”: in fase di dichiarazione doganale non deve semplicemente essere trascritto il valore indicato in fattura, ma occorre tenere conto degli elementi di costo che devono essere aggiunti e di quelli che devono essere sottratti. Nei casi in cui il valore non è conosciuto al momento dell’importazione (e.g. Royaltiestransfer pricing) è possibile ricorrere alla forfettizzazione del valore in dogana previa autorizzazione dell’autorità doganale e al ricorrere di determinate condizioni. 

Extero guida la crescita internazionale delle aziende con azioni concrete e verificabili, allargando le competenze anche all’ambito della compliance in ambito doganale ed export control. Contattateci per avere maggiori informazioni all’indirizzo email: g.perrotta@extero.it, o attraverso il seguente indirizzo web http://www.extero.it/contatti/ 

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