Le agevolazioni finanziarie dei DL Cura Italia e Liquidità

Il Governo nel breve tempo tra il 18 marzo e l’8 aprile ha emanato due Decreti Legge stanziando importanti risorse per il sostegno dell’economia. In particolare, per quanto riguarda le imprese, si tratta di garanzie che il fondo PMI e la SACE sono stati autorizzati a rilasciare, fino all’ammontare complessivo di 400 miliardi di Euro, un importo molto importante, nel tentativo di rivitalizzare l’economia in grave crisi per il lockdown imposto dall’emergenza sanitaria.

La necessità di essere tempestivi nell’ affrontare la crisi economica e sanitaria, ha inevitabilmente creato qualche difficoltà operativa sia per il Governo che per le imprese. Al di là di questo, l’intervento messo in atto, anche se non ha previsto apporti di finanza a fondo perduto per le imprese, ha comunque il pregio di avere mobilitato garanzie per un ammontare estremamente rilevante. Si tratta di 400 miliardi di Euro di cui 200 miliardi attraverso la garanzia SACE (di questi 30 miliardi sono riservati alle PMI) ed altri 200 miliardi attraverso la garanzia del Fondo PMI. Oltre a tali provvedimenti è stata prevista anche una sospensione di sei mesi (sino al 30/9/20) dei finanziamenti, oltre al rinvio di alcune scadenze fiscali a determinate condizioni.

Il lockdown, indubbiamente è una imposizione che pesa significativamente sui bilanci delle aziende, anche se la cassa integrazione in deroga ha potuto apportare un qualche sollievo, sicuramente non sufficiente a fronteggiare tutti i flussi finanziari che comunque le aziende hanno dovuto e dovranno ancora sopportare prima di riattivare un volano finanziario a saldo positivo.

La fermata, infatti, solo apparentemente può essere assimilata a quella agostana perché questa ultima a differenza del lockdown è un fatto certo e ricorrente, a cui tutti si predispongono sia nei processi di produzione che in quelli finanziari. Il lockdown ha colto tutti impreparati e non ha consentito alcuna attività di protezione e/o programmazione dei flussi; inoltre saranno necessarie risorse aggiuntive alla ripartenza per poter alimentare il capitale circolante che fisiologicamente necessita. Di conseguenza le attività di pianificazione finanziaria saranno indispensabili strumenti per attuare una gestione virtuosa.

I provvedimenti di cui sopra, sono quindi validi strumenti da utilizzare unitamente ad una pianificazione ed un controllo di gestione attenti, per programmare ed attuare la ripartenza.

Per quanto riguarda i finanziamenti del Fondo PMI, si tratta di una linea di garanzia che viene concessa su tre misure distinte:

con garanzia al 100%

SI tratta di una misura a cui tutte le imprese possono accedere a prescindere dalla loro dimensione. La garanzia riguarda un finanziamento di 72 mesi con 24 di pre-ammortamento che viene concesso nell’ammontare del 25% dei ricavi, ma con il tetto massimo di 25.000. Evidentemente una misura per micro e piccole imprese. Non vi è obbligo di valutazione del merito creditizio da parte della banca erogatrice, ma solo del rispetto formale dei requisiti.

Con garanzia al 90% che può arrivare sino al 100%

Si tratta di una misura a cui possono accedere solo le imprese con ricavi fino all’ammontare di 3,2 milioni di Euro. La garanza riguarda un finanziamento a medio termine, la cui durata è negoziabile liberamente tra l’azienda e la banca, e viene concessa nell’ammontare del 25% del fatturato, ma con un tetto massimo di 800.000 euro. In questo caso una misura calibrata per le piccole aziende. In questo caso la banca ha l’onere della valutazione del merito creditizio. L’ammontare della garanzia pari al 90% di base, può essere estesa sino al 100% con l’intervento di un Confidi.

Con garanzia all’ 90%

Si tratta di una misura a cui possono accedere tutte le PMI oltre che alle altre imprese che hanno al massimo 499 dipendenti, una sorta di ibridazione resa necessaria per accogliere quelle aziende che hanno già una certa dimensione organizzativa. In questo caso l’importo massimo che il fondo può garantire l’ammontare è di 5 milioni di Euro, le condizioni sono liberamente negoziabili tra impresa e banca; ovviamente come negli altri casi il tasso deve essere scontato per tenere conto del minore rischio di credito grazie alla garanzia dello Stato. Anche in questo caso la banca ha l’onere della valutazione del merito creditizio.

Vi è inoltre la possibilità di rinegoziare finanziamenti già concessi, potente beneficiare della garanzia del Fondo se l’ammontare rinegoziato prevede nuova finanza per un importo non inferiore al 10% del debito rinegoziato. La garanzia in questo caso è dell’80% e può salire sino al 90% con l’intervento di un Confidi. La valutazione del merito creditizio da parte della Banca è un elemento necessario anche in questo caso.

Le opportunità sono quindi molteplici, ma la confusione esistente al momento richiede una certa attenzione, preparazione e pazienza per poter giungere al risultato atteso. Come si è visto la valutazione da parte della banca è un passaggio obbligato, e nell’attuale scenario bisogna supportare le proprie richieste con adeguata documentazione per dimostrare la validità dell’operazione finanziaria e le capacità di rimborso futuro dell’azienda. Pertanto una pianificazione finanziaria e la stesura di un piano industriale in ottica di ripartenza post Covid è consigliabile per conseguire l’obiettivo di ottenere la copertura finanziaria da destinare alla ripartenza dell’attività.

Extero è un’organizzazione professionale composta da dottori commercialisti specializzati nell’internazionalizzazione d’impresa, di cui il core business della Società è quello di fornire consulenza per l’internazionalizzazione, la finanza e la fiscalità internazionale. Extero è a disposizione delle aziende per tutte approfondire il tema delle agevolazioni finanziarie dei DL Cura Italia e Liquidità.

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