Il Kazakhstan, con i suoi 2,7 milioni di km², è il 9º Paese più vasto al Mondo per estensione e la più grande delle Nazioni nata dalle ceneri dell’Unione Sovietica

Il Kazakhstan risulta essere sottovalutato come mercato solo dal punto di vista del turismo, infatti l’Italia, secondo i dati forniti da Info Mercati Esteri, è uno dei partner commerciali strategici per il Paese.  Le statistiche kazake, infatti, danno nel 2018 il nostro Paese al primo posto tra i Paesi destinatari dell’export kazako e al terzo posto per interscambio commerciale, preceduto solo da Russia e Cina.

Nel 2018 l’export italiano verso il Kazakhstan è cresciuto del 72,6% grazie al settore dei macchinari e delle apparecchiature, dei generatori, delle macchine elettriche e dei prodotti dalla lavorazione dei metalli. Mentre nel 2018, le importazioni Italiane dal Kazakhstan sono consistite quasi esclusivamente in prodotti minerari quali: petrolio greggio, metalli di base e carbone; anche se pure le importazioni di prodotti agricoli sono cresciute. 

Il Kazakhstan possiede ingenti quantità di risorse naturali: è il 1^ Paese al mondo per la produzione di uranio, ed il 2^ per le sue riserve. Occupa il 12^ posto nel mondo per le riserve di petrolio ed il 14^ per le riserve di gas. Lo stock degli investimenti diretti (IDE) italiani in Kazakhstan ha raggiunto i 5,8 miliardi di dollari, principalmente dovuto al settore dell’Oil & Gas e dal relativo indotto, con una presenza di circa 40 le aziende italiane operanti stabilmente in Kazakhstan e circa 164 joint venture tra imprese kazake ed Italiane (dati del 2018).

Tale territorio, in conclusione, sicuramente non é da sottovalutare per le aziende aderenti allo IATT, poiché nel 2013 é stato approvato un ambizioso programma di efficienza energetica chiamato appunto “Energy Efficiency 2020”, con l’obiettivo di ridurre l’intensità energetica dell’economia nazionale del 10% entro il 2015 e 25% entro il 2020. Priorità del Governo è aumentare l’efficienza energetica dei propri impianti produttivi dei diversi settori, in gran parte risalenti al periodo sovietico. Si punta inoltre, grazie anche ad ExpoAstana, a potenziare il settore delle energie rinnovabili, che attualmente genera solo l’1% della produzione nazionale. In un tale contesto vi sono ottime opportunità per prodotti e tecnologie produttive volte a ridurre il consumo d’energia e per lo sviluppo delle energie alternative (piccole centrali idroelettriche, impianti eolici). Si vogliono inoltre implementare investimenti per la gestione dei rifiuti (impianti di trattamento), lo sviluppo di impianti a gas per riscaldamento e trasporto urbano.

Inoltre, il paese ha una economia sostenuta dalla domanda interna, l’incremento del PIL del Paese centroasiatico dovrebbe attestarsi tra il 4.0% e il 4,2% per il 2019 e tra il 3,7% ed il 3,8% per l’anno appena iniziato, secondo quanto riportato dai più recenti stime pubblicate dalla Banca Centrale e da alcune Istituzioni Finanziarie Internazionali. Il miglioramento delle prospettive di crescita dell’economia del Paese centroasiatico è collegato ad un aumento superiore alle attese della domanda interna, trainata dai consumi e dagli investimenti, e che ha determinato, inoltre, un significativo  aumento delle importazioni di beni e servizi nel corso dello scorso anno.

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